L’AZIONE IMPECCABILE LIBERI DALL’ANSIA

Clinica esistenziale©”(contributo liberamente tratto dal saggio“La guarigione del cuore”, Pendragon,, Bologna, 2021 )
Franco Nanetti

Secondo Manuel Ruiz (2016), per imparare ad avere padronanza di se stessi, occorre fare le cose al meglio in ogni specifica situazione, senza cadere vittima dell’assillo di riuscire o non riuscire, di avere successo, senza sentirsi vincolati a severe aspettative, senza la ricerca assillante di approvazione.
Come ci insegna la pratica taoista, “essere nell’azione impeccabile significa svolgere un’azione, lasciandosi assorbire da quell’azione, senza che la mente vaghi nel cercare ossessivamente all’esterno sicurezza o successo”.

Nel Buddhismo sta scritto: “Se vuoi diventare una persona sicura e pacificata in te stesso impegnati in una qualsiasi attività senza desiderare nulla di diverso rispetto a quello che sta accadendo in quel momento, senza temere nulla”.

L’AZIONE IMPECCABILE NON RINCORRE IL SUCCESSO

Affermava Rudyard Kipling: “Successo e sconfitta sono due impostori”.

Mai esaltarsi troppo al cospetto di un successo, e mai deprimersi troppo al cospetto di un fallimento.
La vera vittoria non sta nell’avere a tutti i costi successo ma nel partecipare in totale presenza a quello che si fa, anche quando ciò comporta fatica, lacrime, dolore e sofferenza.
Fai quello che decidi di fare senza divagare tra le quisquiglie della mente egoica.
Fai le cose al meglio senza volere dimostrare nulla.
L’ansia di fare le cose per trovare valore nello sguardo dell’altro ti crea insicurezza e ti porta frequentemente a sbagliare.
Scrive a questo proposito, con illuminante prospettiva, seguendo le orme dello spirito di Lao-tzu (VI secolo a.C),
Byron Katie (2007): “Se hai il pensiero di fare qualcosa falla senza troppe discussioni mentali, “quasi” fino a sentire che tu sei il movimento e guardi semplicemente il suo farsi da solo”
L’azione impeccabile è uno stato di perfezione dell’atto senza l’assillo del perfezionismo.

NON CADERE VITTIMA DEL RIMUGINIO MENTALE

Un’antica storiella chassidica, riproposta da Martin Buber nel saggio Il cammino dell’uomo, così racconta:
“Un chassid del Veggente di Lublino decise un giorno di digiunare da un sabato all’altro. Ma il pomeriggio del venerdì fu assalito da una sete così atroce che credette di morire. Individuata una fontana, vi si avvicinò per bere.
Ma subito si ricredette, pensando che per un’oretta che doveva ancora sopportare, avrebbe distrutto l’intera fatica di quella settimana. Non bevve e si allontanò dalla fontana. Se ne andò fiero di aver saputo trionfare su
quella difficile prova; ma, resosene conto, disse a se stesso: «È meglio che vada e beva, piuttosto che acconsentire a che il mio cuore soccomba all’orgoglio».
Tornò indietro, si avvicinò alla fontana e stava già per chinarsi ad attingere acqua, quando si accorse che la sete era scomparsa. Alla sera, per l’apertura del sabato, arrivò dal maestro: «un rammendo!», esclamò lo zaddik, appena lo vide sulla porta.
La saggezza del racconto ci dice che è giusto dubitare fintanto che si pensa prima di agire, ma quando si agisce occorre procedere senza troppe inquietudini, senza «rammendi».

IMPARA L’AZIONE IMPECCABILE

Immergiti nella totalità dell’azione rimanendo indifferente al risultato senza cercare affannosamente alcuna reputazione.
Agisci con passione, impegno e disciplina.
L’azione impeccabile è convinzione certa, fede, umiltà, coraggio.

“E allora mise il cuore dentro le scarpe
E corse più veloce del vento
Prese un pallone che sembrava stregato
Accanto al piede rimaneva incollato
Entrò nell’area tirò senza guardare
Ed il portiere lo fece passare
Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia”.

Francesco De Gregori

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