VIVERE NELLA GIOIA ANCHE NEI MOMENTI DIFFICILI

“Richard Wilhelm si trovò in un remoto villaggio cinese colpito da una tremenda siccità. Gli abitanti avevano fatto di tutto per mettervi fine, ricorrendo a preghiere e a riti di ogni sorta, ma sempre invano, sicché gli anziani del villaggio decisero di rivolgersi a Wilhelm, il quale trovò come unica soluzione possibile quella di far venire un mago della pioggia da lontano.
Wilhelm riuscì ad essere presente con l’arrivo del mago della pioggia.
Un vecchietto grinzoso, giunse a bordo di un carro coperto.
Scesone, fiutò l’aria con espressione disgustata.
Allora chiese che gli fosse assegnata una capanna alla periferia del villaggio, ponendo come condizione che nessuno lo disturbasse e che il cibo gli fosse lasciato fuori dell’uscio.
Per tre giorni, non se ne era saputo più nulla.
Poi, il villaggio fu svegliato da un vero e proprio diluvio; era persino nevicato, cosa del tutto insolita in quella stagione.
Wilhelm, rimastone grandemente impressionato, andò dal mago della pioggia uscito dalla sua volontaria reclusione, al quale chiese meravigliato: «Tu puoi far davvero piovere?».
Il vecchio si mise a ridere rispondendo che «naturalmente» non poteva far piovere affatto.
« Ma finché tu non sei venuto » Wilhelm gli fece osservare che «c’era una terribile siccità».
Il vecchio rispose: «Vedi, io provengo da una regione dove tutto procede per il meglio, piove quando è necessario e fa bel tempo quando occorre, e anche la gente è a posto e in pace con se stessa. Non così invece con la gente di qui, la quale è fuori dal Tao e fuori di sé.
Quando ho messo piede nel villaggio sono stato subito contagiato, per cui ho dovuto starmene da solo finché non sono tornato nel Tao, e allora com’è ovvio si è messo a piovere”.
Liberamente tratto dalle “Opere” di Carl Gustav Jung
Il mondo, come si desume dal racconto in esergo, è specchio del nostro intimo sentire”.
Se ci intratteniamo con emozioni negative, il mondo si ripropone con lo stesso volto di quello che “emozionalmente proviamo”.
Affermava Cesare Pavese (1949): “La cosa segretamente temuta accade sempre”.
Se temiamo l’abbandono, sovente veniamo abbandonati.
Se ci sentiamo e percepiamo incapaci, e viviamo per questo un sentimento di afflizione e sfiducia, incontreremo sovente persone che ci criticheranno e giudicheranno.
Se viviamo la paura del rifiuto, sovente verremo rifiutati.
Se siamo incistati dentro un costante rimuginio mentale intriso di rabbia e livore incontreremo spesso persone che ci offenderanno con la loro aggressività e con le quali ci dovremo sempre scontrare.
Quello che accade “fuori” è uno schema di comportamenti che spesso si è già manifestato emozionalmente “dentro di noi”.
CAMBIARE EMOZIONALMENTE IL NOSTRO DESTINO

Molte cose che capitano nella nostra vita dipendono dal nostro “intimo sentire”.
Per questo se vogliamo un destino diverso, dovremo tenere conto dei sentimenti che proviamo e di come possiamo trasmutare emozionalmente nella pace, nella gioia, nell’ amore , nella gratitudine, indipendentemente da quello che ci accade (F.Nanetti, 2015).

NELLA GIOIA TUTTO DIVENTA MAGIA

Se desideri che le cose cambino smetti di lamentarti ed innalzati “vibrazionalmente”.
Non rimuginare su quello che non va.
Se nel risentimento, nei rimpianti e nella disperazione l’energia tende a stagnare, allorchè entri nella pace e nella gioia, secondo il paradigma quantistico, diventi un esploratore di infinite possibilità.
Quando impari a vivere nelle emozioni del cuore diventi capace di intravedere soluzioni che fino a quel momento non avevi intravisto, e molte cose che ti apparivano impossibili diventano possibili.
Gli “angeli paradossalmente” vengono in tuo soccorso quando continui ad amare te stesso e la vita, e non smetti mai di vedere e incontrare Dio ovunque, nonostante inciampi, difficoltà, fallimenti.

COME SI DIVENTA UN “MAGO DELLA PIOGGIA”?

Un genitore può fare molti errori con i propri figli, ma questi errori non sono particolarmente negativi se lo stesso genitore rimane consapevole del fatto che quotidianamente può fare dono del proprio essere felice, nonostante tutto.
Per diventare dei “maghi della pioggia” occorre abitare in modo incondizionato la gioia e la pace, anche quando non ci sono le ragioni per viverle.
Solo così si rende possibile il manifestarsi di ciò che desideriamo.
Il vero miracolo avviene per “contagio”.
Scriveva il mistico russo San Serafino di Sarov: “Acquista e conserva la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza”.

Franco Nanetti
Professore di ruolo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino. Psicologo, psicoterapeuta, counselor clinico, Direttore dei Master in “Mediazione dei conflitti” presso
l’Università di Urbino, supervisore e coordinatore scientifico della Scuola Superiore in “Clinica esistenziale”. E’ autore di numerosi libri pubblicati con case editrici nazionali ed internazionali.

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