SOLO L’AMORE VINCE SULLA PAURA

© Copyright “Clinica esistenziale”
(contributo liberamente tratto dai saggi di Franco Nanetti dal titolo “Assertività ed emozioni”, Pendragon, Bologna, 2015, “La natura dei
conflitti”, My Life, Rimini, 2017, “Psicologia e spiritualità”, My Life, Rimini, 2015e “Psicologia spirituale” in corso di stampa)

Franco Nanetti
Professore presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino. Psicologo, psicoterapeuta, counselor clinico, Direttore dei
Master in “Counseling and Coaching skill” e in “Mediazione dei conflitti” presso l’Università di Urbino, supervisore e coordinatore scientifico
della Scuola Superiore in “Clinica esistenziale”. E’ autore di numerosi libri pubblicati con case editrici internazionali.

Nel film di Woody Allen “La ruota delle meraviglie” possiamo cogliere come una vita banale senza amore rende i personaggi superficiali, infantili e Pavidi.
Bagnini e drammaturghi, lavapiatti e presunte attrici, cercano di alleggerire la propria vita, ubriacandosi, tradendo, innamorandosi, illudendosi di diventare chissàchì. Ognuno di loro non tanto diverso da quel bambino ribelle ed inguaribile che, appiccando fuoco ad ogni cosa a dispetto di quello che gli dicono i genitori e lo psicoanalista, cerca di sottrarsi con i suoi pericolosi riti ad una vita dove esiste solo la noia del nulla.
Poi all’improvviso per distrazione atterra l’Angelo della morte.
Una telefonata mancata e due assassini sopraggiungono per compiere l’omicidio a cui erano stati destinati.
Da quel momento scompare il colore del mare e il cielo si fa grigio.
Ma la vera morte era già arrivata molto prima.
La vita assurda e scialba dei protagonisti è già un’anticipazione della morte improvvisa sempre negata.
Chi è che può sfuggire a questo insulso destino?
Sembrerà un paradosso. Ma è il “normale” che prendendo atto della propria paura implora la compagna fedifraga che non se ne vada.
Anche in quella relazione non c’è amore, ma almeno c’è il desiderio di smettere di mentire. Forse al di là della “grande ruota” delle pseudo meraviglie”
quella è l’unica cosa vera che merita attenzione.
Quindi dal momento che nel capolavoro di Allen nessuno può arrendersi all’amore, una prima possibilità starebbe nel riconoscere la paura e Condividerla.
Ma nessuno dei protagonisti, se non il “normale”, rinuncia alla propria maschera. Nessuno, ingabbiato in un tentativo di sopravvivere alla paura, si sottrae alla menzogna.
Così tutti privati della capacità di amare vivono come marionette in una sorta di circo delle illusioni, un circo di gesti inconsapevoli senza morte e senza vita.

PROGRAMMA DEL SEMINARIO
DEL 12 LUGLIO 2020 “OLTRE LA PAURA”

Riconoscere la propria fondamentale paura in relazione all’enneatipo e alla maschera egoica
Identificare le cause che alimentano la paura
Tre ragioni per non abituarsi mai alla paura
La paura della paura
Esercitazioni di mindfulness a mediazione
corporea per imparare a lasciare andare la paura,
l’ansia e la vergogna

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