IL DESIDERIO DELL’ESSENZA. Sono il vero regista della mia vita?


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(parzialmente tratto dai saggi di Franco Nanetti “Grammatica del cambiamento”, Erickson, Trento, 2017 e “Empatia” Pendragon, Bologna, 2021)


Quello che desideri realizzare è veramente quello che vuoi?
Ci sono due tipi di desideri che orientano la nostra vita: il desiderio egoico o “desiderio della personalità” connesso con il sentimento della mancanza, ed il desiderio dell’anima o “desiderio dell’essenza” connesso con il sentimento della pienezza.
Mentre il primo, ossia il desiderio egoico, quale residuo di una antica ferita mai trasformata, è rispondente al tentativo di compensare ciò che l’Ego non tollera di vedersi privato (si pensi all’adolescente che vuole comprarsi una automobile di lusso come status symbol per avere successo con le ragazze), il secondo, ossia il desiderio dell’essenza, è rispondente alla volontà di accrescere il campo delle possibilità per diventare sempre più se stessi e per essere sempre più congruenti con la propria “mission”, la propria “chiamata”, la propria “particolarità” (si pensi a chi desidera prodigarsi per aiutare qualcuno in difficoltà al fine di aderire ad un sentimento di amore universale come servizio).
Se nel “desiderio egoico”, dal momento che la percezione di non farcela crea una intensa sofferenza, domina l’intransigenza e lo sforzo, nel
“desiderio dell’essenza”, dal momento che si è partecipi alla gioia del progredire e non del riuscire “necessariamente” in qualcosa, domina un senso diffuso di pace interiore.
Non importa se si fallisce.
Ogni difficoltà è un’opportunità per esplorare qualcosa di sé ed evolvere spiritualmente.
Tutto è un sogno per “cercarsi” e “ritrovarsi”.

La meditazione ad orientamento esistenziale è funzionale a conquistarci il “desiderio della pienezza”

(dal saggio “Il risveglio della coscienza, Aipac, Pesaro, 2021).

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