Archivi del mese: Novembre 2021

L’AZIONE IMPECCABILE LIBERI DALL’ANSIA

Clinica esistenziale©”(contributo liberamente tratto dal saggio“La guarigione del cuore”, Pendragon,, Bologna, 2021 )
Franco Nanetti

Secondo Manuel Ruiz (2016), per imparare ad avere padronanza di se stessi, occorre fare le cose al meglio in ogni specifica situazione, senza cadere vittima dell’assillo di riuscire o non riuscire, di avere successo, senza sentirsi vincolati a severe aspettative, senza la ricerca assillante di approvazione.
Come ci insegna la pratica taoista, “essere nell’azione impeccabile significa svolgere un’azione, lasciandosi assorbire da quell’azione, senza che la mente vaghi nel cercare ossessivamente all’esterno sicurezza o successo”.

Nel Buddhismo sta scritto: “Se vuoi diventare una persona sicura e pacificata in te stesso impegnati in una qualsiasi attività senza desiderare nulla di diverso rispetto a quello che sta accadendo in quel momento, senza temere nulla”.

L’AZIONE IMPECCABILE NON RINCORRE IL SUCCESSO

Affermava Rudyard Kipling: “Successo e sconfitta sono due impostori”.

Mai esaltarsi troppo al cospetto di un successo, e mai deprimersi troppo al cospetto di un fallimento.
La vera vittoria non sta nell’avere a tutti i costi successo ma nel partecipare in totale presenza a quello che si fa, anche quando ciò comporta fatica, lacrime, dolore e sofferenza.
Fai quello che decidi di fare senza divagare tra le quisquiglie della mente egoica.
Fai le cose al meglio senza volere dimostrare nulla.
L’ansia di fare le cose per trovare valore nello sguardo dell’altro ti crea insicurezza e ti porta frequentemente a sbagliare.
Scrive a questo proposito, con illuminante prospettiva, seguendo le orme dello spirito di Lao-tzu (VI secolo a.C),
Byron Katie (2007): “Se hai il pensiero di fare qualcosa falla senza troppe discussioni mentali, “quasi” fino a sentire che tu sei il movimento e guardi semplicemente il suo farsi da solo”
L’azione impeccabile è uno stato di perfezione dell’atto senza l’assillo del perfezionismo.

NON CADERE VITTIMA DEL RIMUGINIO MENTALE

Un’antica storiella chassidica, riproposta da Martin Buber nel saggio Il cammino dell’uomo, così racconta:
“Un chassid del Veggente di Lublino decise un giorno di digiunare da un sabato all’altro. Ma il pomeriggio del venerdì fu assalito da una sete così atroce che credette di morire. Individuata una fontana, vi si avvicinò per bere.
Ma subito si ricredette, pensando che per un’oretta che doveva ancora sopportare, avrebbe distrutto l’intera fatica di quella settimana. Non bevve e si allontanò dalla fontana. Se ne andò fiero di aver saputo trionfare su
quella difficile prova; ma, resosene conto, disse a se stesso: «È meglio che vada e beva, piuttosto che acconsentire a che il mio cuore soccomba all’orgoglio».
Tornò indietro, si avvicinò alla fontana e stava già per chinarsi ad attingere acqua, quando si accorse che la sete era scomparsa. Alla sera, per l’apertura del sabato, arrivò dal maestro: «un rammendo!», esclamò lo zaddik, appena lo vide sulla porta.
La saggezza del racconto ci dice che è giusto dubitare fintanto che si pensa prima di agire, ma quando si agisce occorre procedere senza troppe inquietudini, senza «rammendi».

IMPARA L’AZIONE IMPECCABILE

Immergiti nella totalità dell’azione rimanendo indifferente al risultato senza cercare affannosamente alcuna reputazione.
Agisci con passione, impegno e disciplina.
L’azione impeccabile è convinzione certa, fede, umiltà, coraggio.

“E allora mise il cuore dentro le scarpe
E corse più veloce del vento
Prese un pallone che sembrava stregato
Accanto al piede rimaneva incollato
Entrò nell’area tirò senza guardare
Ed il portiere lo fece passare
Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia”.

Francesco De Gregori

L’ASCOLTO ATTIVO INTEGRATO ALL’ANALISI TRANSAZIONALE E ALLA GESTALT

La comprensione dell’implicito comunicativo come
ologramma esistenziale (liberamente tratto dal saggio di Franco Nanetti dal titolo “Grammatica del cambiamento”, Erickson, Trento, 2017)

Franco Nanetti

Ogni volta che interagiamo con qualcuno inviamo messaggi sia espliciti
che impliciti, che spesso sono anche il riflesso di intenzioni non dichiarate.
Lo possiamo cogliere nel seguente esempio.
Supponiamo che un soggetto in una relazione con un proprio partner che
affronta una situazione di disagio cerchi insistentemente di consigliarlo su
ciò che deve fare e non fare, esplicitamente lo si informa su nuove
possibilità di comportarsi, ma implicitamente, dal momento che “sa
molte più cose di lui”, gli si segnala, anche a propria insaputa, una
presunta superiorità.
Se vogliamo comprendere intimamente l’altro, le sue finalità sottese, i
suoi turbamenti celati, il suo universo orientato, l’ascolto attivo che
propongo non si concentra su un modo passivo di “registrare” le sue
parole, e neppure sul reagire con modalità improprie ed automatiche, ma
sull’impegno del soggetto ascoltante di potere comprendere l’altrui
sovente non dichiarata intenzionalità.
Comprendere l’intenzionalità sommersa dell’altro significa portare
l’attenzione su quello che di solito inconsapevolmente svela seppur senza
avere l’intento di manifestarsi.
Tale processo non è un semplice tacere pigro ed ozioso, un mettersi da
parte per lasciare parlare, ma un entrare in un’attitudine meditativa curiosa
e penetrante, capace di cogliere con tutti i sensi, con la mente e con il
cuore, le altrui aspettative.

Talvolta, se ne diventiamo capaci, allorchè impariamo a sostare con
curiosità accanto all’altro, riusciamo ad accedere ad una visione molto più
ampia della sua presenza e della sua storia di vita.
L’ascolto attivo comporta una doppia osservazione: dell’altro e di se
stessi. Posso attraverso ciò che l’altro dice capire quanto tra le pieghe del
suo discorso intende dire, ma nello stesso tempo posso entrare nel suo
mondo interiore ascoltando quello che con il suo pronunciarsi provoca
dentro di me. Se ad esempio il mio interlocutore con il suo eloquio irruente
e strabordante o con un silenzio “astinente” provoca in me rabbia, potrei
sulla base del concetto di identificazione proiettiva (M. Klein, 1936),
ritenere che tale rabbia sia stata depositata in me dall’altro.
Evidente ciò va verificato con assoluta cautela.

IL DONO DELLA VULNERABILITÀ

(contributo di Franco Nanetti liberamente tratto saggio “Grammatica del cambiamento”Erickson, Trento, 2017 e dal contributo inerente “La guarigione del cuore”, Pendragon,Bologna, 2021)

L’innamoramento o “amore a prima vista”, seppur necessario, è un inganno,uno sviamento dalla realtà, una contraffazione egoica.
Spesso gli amanti all’inizio della passione che li travolge non si mostrano per quello che sono e neppure vedono l’altro per chi è realmente, perché spesso cercano in lui un “sostituto” di un genitore svalutato o idealizzato.
L’amore a prima vista è un amore “visionario” che genera cecità, dipendenza, rabbia, manipolazione, monotonia, risentimento e disillusione.
Quando la monogamia diventa monotonia, quando la divergenza diventa odio endemico, disgusto ed indifferenza, la ragione sta nel fatto che i partner non hanno ancora fatto esperienza dell’  “amore a seconda vista” basato sullo scambio autentico, sul dialogo, sull’accettazione profonda.
Come entrare nell’ “amore a seconda vista”?
Quando diventiamo capaci di amare ed amarci. nonostante la nostra
vulnerabilità, le nostre paure ed inquietudini, senza bisogno di “nasconderci”.
Se l’Ego, cristallizzato nel passato, è in termini narcisistici performativo, ossia ci impone di “amarci troppo e male”, la nostra parte in divenire ci consente di amarci come siamo, con i nostri pregi, le nostre virtualità, i nostri difetti, i nostri lati “ombra”.
Quando riusciamo ad amarci l’Ego si dissolve, mentre l’altrui mistero diventa una straordinaria opportunità per “incontrarci come fosse la prima volta”. Si può ri-cominciare, sempre.
Guarda negli occhi il tuo partner e digli con radicale apertura di cuore:

“Io ti offro il mio talento ed ogni cosa che credo di possedere, e con ogni cosa ti offro anche ciò che non vorrei mai darti, ma che purtroppo mi appartengono: la mia paura, la mia ignoranza, la mia impulsività e i miei vecchi problemi. Farò di tutto per migliorarmi, perché insieme possiamo trascenderci, ma in questa fatica ti prego di accogliere di tanto in tanto anche i miei difetti”

SETTEMBRE – DICEMBRE 2021

Domenica 12 Settembre 2021 Ore 9.00-11.30 
Ricerche, approfondimenti, esercizi sul tema: Perdonare per-donarsi 
La collusione emotiva nelle relazioni: come liberarsi dalla dipendenza affettiva con il metodo degli specchi esseni e ritrovare l’amore autentico 

La partecipazione al seminario, comprensivo del materiale didattico, è di 20 euro.

Domenica 26 settembre 2021 Ore 9.00-12.30
Programmazione neurolinguistica, neuroscienze e spiritualità Riscoprire le proprie risorse con la time line 

Domenica 10 ottobre 2021 Ore 9.00-12.30
Lo sguardo della vastità del cuore Percorsi di decentramento cognitivo e decrescita egoica per creare egregore positive Il gioco delle posizioni percettive

Domenica 24 ottobre 2021 Ore 9.00-12.30
La collusione emotiva Il ritiro delle proiezioni Comprendersi attraverso la realtà specchio, Esercitazione: “Io come te”

Domenica 7 novembre 2021 Ore 9.00-12.30
L’arte di decidere Decidere in cinque secondi o sostare negli opposti
Quando occorre non decidere per fermare il tempo e ritrovare il nostro centro
Il gesto spontaneo di Peter Schellenbaum: interpellare il nostro bambino naturale.

Domenica 28 novembre 2021 Ore 9.00-12.30
La pratica dell’entanglement
La meditazione quantistica
Innalzarsi vibrazionalmente per cambiare il nostro destino

Domenica 12 dicembre 2021 Ore 9.00-12.30
La comunicazione del cuore Il feedback fenomenologico
Dall’autorivelazione al cambiare l’impronta delle nostre ferite
 Condividere la vulnerabilità con il proprio partner per dare inizio a una nuova vita

La partecipazione al seminario, comprensivo del materiale didattico, è di 30 euro. 

L’intensivo  di fine anno si svolgerà dal 30 dicembre 21  al 1° gennaio 22

 prevede un lavoro esperienziale incentrato su  “La pratica dell’alchimia trasformativa in Dante Alighieri e l’opera di Gurdjieff”.  

Relatore: Franco Nanetti Università di Urbino  

GRUPPI DI STUDIO 

Mercoledì 15 settembre ore 19.00-20.30 “Conoscere la propria ombra” 
Mercoledì  6 ottobre       ore 19.00-20.30 “Agire la risorsa che si vuole realizzare” 
Mercoledì 27 ottobre      ore 19.00-20.30 “L’arte di lasciare andare per fare accadere” 
Mercoledì 10 novembre ore 19.00-20.30 “Parlare con il cuore” 
Mercoledì  1° dicembre   ore 19.00-20.30 “La parola che crea” 

Ogni incontro è riservato a coloro che hanno partecipato ai seminari della domenica per un numero massimo di 25 persone. 

Il costo è di 10 euro a incontro.  

PER ISCRIZIONE
Comunicare via mail o con messaggio su whatsapp la propria adesione Inviare copia del bonifico via mail o su whatsapp

L’importo può essere depositato al seguente IBAN intestato all’AIPAC: IT80L0538713310000042082143

entro il giovedì  che precede il seminario. 
Chiediamo gentilmente di indicare nella causale nome, cognome e le date di partecipazione e inviarlo alla mail del tutor di riferimento.
Ogni incontro si svolge sulla piattaforma zoom